Un albero e un gatto

L'albero, un magnifico pinus pinea, era sotto il nostro balcone; quando siamo arrivati, raggiungeva il secondo piano.

Un giorno, avevamo appena finito di svuotare le scatole, un miagolio insistente sotto il nostro balcone mi fece scendere.

Sul ramo più alto del pino, un gattino chiedeva aiuto.

E' così che Ciro arrivò nella nostra vita e rimase con noi per vent'anni.

Nel frattempo, il pino cresceva ogni anno e si stava avvicinando al nostro balcone al quarto piano, ma le potature senza criterio lo avevano fatto chinare verso il parcheggio. “E' pericoloso e sporca le macchine” dissero i condomini e lo condannarono a morte. Aveva più di 40 anni.

Poi, è arrivata la pandemia e dal 30 gennaio 2020 nulla fu come prima. Era iniziata l'era della Paura. Paura di un nemico sconosciuto e quasi invisibile.

In questi 17 mesi di Paura, oltre il timore per la propria salute e quella dei nostri cari, le separazioni forzate da figli che non vediamo da due anni e il dilemma dei vaccini, assistiamo impotenti a catastrofi naturali e a quelle causate dall'uomo. Come il taglio indiscriminato degli alberi o le potature, come la cosiddetta “capitozzatura”, il taglio della cima, che prima lo fa diventare “pericoloso” e poi, lo condanna a morte. Senza contare gli incendi dolosi che fanno sparire interi boschi.

Non so ancora quale forma di lotta sarebbe adatta per fermare lo scempio, ma in questo blog in memoria dell'albero di Ciro e di Ciro stesso, racconterà delle favole che parlano di bambini, gatti, alberi, artigianato e altro, spero di dare il mio piccolo contributo.

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